Il nuovo coronavirus è pericoloso per tutti. Le persone con più di 65 anni e quelle con malattie pregresse presentano un elevato rischio di decorso grave, che può verificarsi anche in persone più giovani e sane. Inoltre, le donne incinte rientrano tra le persone particolarmente a rischio. 

Tra le persone particolarmente a rischio figurano gli anziani (il rischio di decorso grave aumenta con l’avanzare dell’età), le donne incinte e gli adulti affetti da una o più delle malattie seguenti:

  • ipertensione arteriosa;
  • diabete;
  • malattie cardiovascolari;
  • malattie croniche delle vie respiratorie (p.es. asma grave);
  • malattie e terapie che indeboliscono il sistema immunitario;
  • cancro;
  • obesità di grado III (IMC ≥ 40 kg/m2).

Per proteggervi al meglio da un contagio, continuate a rispettare le regole di igiene e di comportamento raccomandate dall’UFSP.

Per tutte le persone con allergie e asma, anche se non rientrano tra le persone particolarmente a rischio (v. sopra), valgono dunque le raccomandazioni generali dell’UFSP:

  • tenersi a distanza o, se non è possibile, portare la mascherina;
  • rispettare l’obbligo della mascherina nei luoghi accessibili al pubblico al chiuso e all’aperto e sui trasporti pubblici;
  • se possibile lavorare da casa;
  • arieggiare più volte al giorno;
  • in caso di manifestazioni e assembramenti rispettare il numero massimo di persone consentito;
  • lavarsi accuratamente e regolarmente le mani;
  • evitare le strette di mano;
  • non toccarsi il viso con le mani;
  • tossire e starnutire in un fazzoletto o nella piega del gomito;
  • in caso di sintomi, fare immediatamente il test e restare a casa, ridurre il contatto con altre persone (anche con i familiari);
  • prima di andare dal medico o al pronto soccorso, annunciarsi sempre per telefono;
  • scaricare e attivare l’app SwissCovid.

Le persone con un’asma grave devono invece adottare misure particolari e seguire le prescrizioni per le persone particolarmente a rischio, descritte nel promemoria «Nuovo coronavirus: raccomandazioni per le persone con malattie preesistenti» (PDF, 472 kB, 30.10.2020). Se i sintomi dell’asma dovessero peggiorare, chiamate il medico.


Fonte: Ufficio federale della sanità pubblica
 

Coronavirus: allergie e asma grave

In Svizzera, circa una persona su cinque ha un’allergia e reagisce a sostanze ambientali di per sé innocue, come i pollini, tra i più frequenti fattori scatenanti sintomi alle vie respiratorie. Al momento (stato 10.11.2020) non è nota alcuna relazione certa tra allergie e contagio o gravità di un’infezione da Covid-19.

Il 2–8 per cento della popolazione svizzera ha l’asma, ma solo in piccola parte in forma grave. Avete un’asma grave se così vi ha detto il vostro medico e se al momento necessitate di una terapia immunomodulante oppure se, nonostante assumiate altri farmaci a dosaggio medio/alto (p.es. Symbicort®, Seretide®, Alvesco® o Foster®), a periodi manifestate ancora disturbi o avete bisogno di cortisone in pastiglie per curarvi. 

Importante

  • I farmaci prescritti contro le allergie e l’asma (p.es. antistaminici, preparati cortisonici) non andrebbero interrotti senza consultare prima il medico curante.
  • Al momento nulla indica che l’assunzione di farmaci contro le allergie e l’asma (antistaminici, preparati cortisonici) aumenti il rischio di ammalarsi di Covid-19 o peggiori un’infezione in essere. 
  • Al momento nulla indica che le ridotte dosi di cortisone da inalare in caso di asma aumentino il rischio di ammalarsi di Covid-19. Un’interruzione incontrollata dei farmaci è molto più pericolosa. 
  • Chi invece sta seguendo una terapia a base di cortisone in pastiglie dovrebbe attenersi alle regole per le persone particolarmente a rischio. In caso di dubbio, chiamate il medico curante.

Redazione: aha! Centro Allergie Svizzera in collaborazione con il Consiglio scientifico (stato 10.11.2020)
Fonti: Consiglio scientifico di aha! Centro Allergie Svizzera; Ufficio federale della sanità pubblica; Lega polmonare in collaborazione con la Società svizzera di pneumologia; Deutsche Gesellschaft für Pneumologie