28.08.2019 - Sul finire dell’estate tornano le spore di funghi

Quando grazie a giornate calde e umide nei boschi i funghi abbondano, proprio come sta accadendo ora, non tutti ne sono felici.

C’è infatti anche chi soffre a causa dell’elevata concentrazione di spore fungine nell’aria, le quali possono, al pari dei pollini, scatenare i sintomi tipici del raffreddore da fieno.

Muffe – di casa ovunque
Le loro spore sono estremamente resistenti e sopravvivono quasi ovunque, rendendo agli allergici la vita assai difficile sia all’esterno sia all’interno.

Importanti, ma pure fastidiose
Decomponendo il materiale organico, le muffe sono un elemento importantissimo del ciclo della natura. L’aspetto che invece fa meno piacere agli allergici è l’onnipresenza delle loro spore allergeniche, anche negli ambienti interni.

Allergeni diversi, sintomi uguali 
A differenza dei pollini, le spore fungine sovente provocano i sintomi tipici, come naso che cola, tosse o asma, lungo tutto l’arco dell’anno. All’esterno, la loro concentrazione è rilevante per gli allergici soprattutto nei mesi estivi e autunnali, quando il clima caldo e umido favorisce lo sviluppo delle muffe, mentre all’interno è maggiore per via del minore volume di aria, per questo nei locali chiusi gli allergici reagiscono con maggior veemenza e in ogni periodo dell’anno.

Alla larga dalle fonti
Sono soprattutto le spore di Alternaria alternata e di Cladosporium herbarum a provocare allergie. Si tratta di funghi che crescono su parti di piante in decomposizione e per questo sono particolarmente presenti nei prati, nel compostaggio, nei mucchi di foglie, nelle aree agricole e nei boschi. Chi è allergico dovrebbe quindi evitare di tagliare l’erba o rastrellare le foglie. Anche le passeggiate nel bosco autunnale possono provocare raffiche di starnuti. Le spore entrano nei locali attraverso le finestre aperte per arieggiare e, se vi trovano materiali umidi, vi si insediano.

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