Allergia alle arachidi – reagire correttamente

Per le persone affette, possono bastare quantità minime, ad esempio di arachidi, per provocare gonfiore e prurito a labbra, bocca e palato, vomito, diarrea, asma o eruzioni cutanee. In casi estremi, si può giungere a un collasso circolatorio (shock anafilattico). (2017)

Generalmente, il termine «anafilassi» è utilizzato soltanto per descrivere reazioni inattese, repentine e gravi, con calo della pressione, collasso, perdita dei sensi e shock. Nel giro di pochi secondi o minuti dal contatto con la sostanza scatenante si manifestano sintomi che possono mettere in pericolo la vita

Tra i bambini, uno shock anafilattico è provocato in primis da alimenti (p.es. arachidi, noci, pesce, uova, latte). Seguono le punture di insetti (api, vespe) e i farmaci (p.es. analgesici, antibiotici, prodotti omeopatici).

Gli adulti reagiscono invece innanzitutto ai veleni d’insetti, poi ai farmaci e agli alimenti (p.es. arachidi, noci, molluschi, soia).

Le reazioni anafilattiche possono essere suddivise in cinque stadi, secondo la gravità: stadio 0 > reazione locale; stadio I > leggera reazione generale; stadio II > spiccata reazione generale; stadio III > forte reazione generale; stadio IV > collasso degli organi. La terapia è adeguata allo stadio.

 

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